L’umanità ha raggiunto il limite del suo potere creativo? Jasper Fforde su BBC4

6015128-large

In uno degli stimolanti interventi trasmessi dalla BBC4 all’interno del suo programma “Four Thought”, dedicato alle tendenze, interessi e idee contemporanee, Jasper Fforde, uno dei più brillanti romanzieri del nostro tempo, introduce un problema di grande rilevanza per chi si occupa di arte ed artigianato artistico: perché tutto lascia intendere che l’umanità stia perdendo il suo spirito innovativo-creativo?

imagesNon è l’unico ad averlo notato. Se un viaggiatore del tempo facesse un balzo dalla fine dell’Ottocento alla metà del Novecento resterebbe davvero impressionato dal progresso tecnologico. La sconvolgente presa di coscienza delle due guerre mondiali e dell’Olocausto sarebbe almeno in parte attutita dall’assistere alla progressiva decolonizzazione del Terzo Mondo, dal benessere sempre più diffuso, dall’ascesa dello status delle donne, dei lavoratori e dell’infanzia, dalla formulazione e sottoscrizione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, dalla “conquista” dello spazio, dal crescente impiego delle macchine per emancipare l’umanità dal fardello delle occupazioni più ingrate. Quasi un’utopia in via di realizzazione.

Travolta-time-travelerCiò nonostante, un ulteriore balzo di altri 60 anni circa, fino ai giorni nostri, lo lascerebbe con l’amaro in bocca. Praticamente gli stessi elettrodomestici, solamente un po’ perfezionati, telefoni senza fili, auto che non volano e colorate uniformemente (bianco, grigio, nero), arte che provoca più che elevare, computer a prezzi popolari che però hanno reso più frenetici i ritmi di lavoro/vita e più videodipendenti gli umani, nessun uomo o donna su Marte, nuovi rischi di conflitto mondiale, intere nazioni ricolonizzate attraverso la condizione debitoria, lavoratori nuovamente allo stremo, ancora nessuna prospettiva di vivere 100 anni decorosamente, anziani ghettizzati, perdurante impiego di combustibili fossili, sfruttamento delle risorse del pianeta con metodi sciagurati (fracking), fantasie di onnipotenza geoingegneristica, neonazisti al potere in una capitale europea, ecc.fillmore-baldwin

Fforde osserva che la tecnologia è progredita in due principali direzioni – rapidità e miniaturizzazione – ma solo uno dei dieci elementi che compone uno smartphone (lo schermo tattile) è un’invenzione relativamente recente (1983).

Il progresso tecnologico dei nostri tempi sembra essere in gran parte una “semplice” ricombinazione di principi, idee, espedienti e strumentazioni già note. Negli ultimi 50 anni non è stato introdotto nulla di realmente scioccante.

BvNrYDVIgAAVz_W

Per parte mia aggiungerei che la stessa Internet è paragonabile, come impatto sulle coscienze delle persone comuni, alla possibilità offerta a milioni di proletari urbani di salire in cima alla Torre Eiffel e vedere per la prima volta il mondo dall’alto, a centinaia di metri dal suolo: posta, telegrafo, telefono e televisione ci avevano preparato per diverse generazioni a questo mutamento delle nostre vite.

Fforde teme che la mancanza di fantasia abbia contagiato anche le arti e il pensiero politico; siamo nani seduti sulle spalle dei giganti del passato. Mentre è pur vero che la creatività ideologica è stata anche pericolosa e che i vari esperimenti socialisti, comunisti e anarchici non sono andati a buon fine, almeno qualcuno si dimostrava immaginifico, pensava a delle alternative, si rifiutava di credere alla “fine della storia”.Georges_Garen_embrasement_tour_Eiffel

Oggi la difesa dello status quo, ossia di un certo tipo di distribuzione del potere e della ricchezza, sembra essere l’unico vero obiettivo della politica, ma anche dei mass media e, più o meno consapevolmente, dei consumatori. Non esistono più programmazioni di lungo respiro, prevale la logica della “breve scadenza”.

Altro che crescita esponenziale: è come se la civiltà umana avesse raggiunto un plateau e rischiasse una stasi o addirittura il declino.

È una pausa fisiologica? Un collo di bottiglia determinato dalle scelte di chi controlla gli investimenti? Oppure abbiamo effettivamente raggiunto il nostro limite?

Lo scrittore gallese sospetta che il potere dello schermo abbia in qualche modo condizionato la capacità creativa del genere umano: la proporzione di chi ha visto “Il trono di spade” e chi l’ha letto è di 40 a 1. Siamo impazienti, ci piacciono le esperienze emotive istantanee. La dilazione della gratificazione, il lento assaporamento di una sensazione, il piacere del percorso di scoperta e apprendimento non fanno più parte del mondo in cui vive la maggioranza degli esseri umani.

La stagnazione immaginifica umana è forse il risultato di questo nuovo modus vivendi.

sog_4L’autore di “Shades of Grey” – un romanzo distopico, post-apocalittico, ma non troppo distante dalla realtà attuale, in cui la popolazione è divisa in caste in base alla capacità di percepire un determinato colore (ma non gli altri) e sottoposta a un regime di rigida uniformazione e sistematica soppressione della curiosità, dello scetticismo, dello spirito di fratellanza – si rifiuta però di credere che siamo arrivati alla fase terminale di questo esperimento, perché gli scenari futuri (timelines – linee di evoluzione della realtà) sono pressoché infiniti e dipendono dalla nostra volontà di vederli e attualizzarli: “le idee ci sono, sono sempre state là fuori”.

$RR6WAACIl punto è che non esiste ancora un “noi” aperto all’imprevisto, al paradossale, ad un cambiamento che ci possa prendere in controtempo e contropiede. Un noi che ammetta che solo la mancanza di immaginazione ci ha devitalizzato e reso apatici; di conseguenza, un noi che coltivi la fantasia e la creatività fin dalla più tenera età, invece di spegnerla in mille distrazioni soporifere e dilapidative.

Un noi che decide di svoltare a destra quando di solito svolta a sinistra, che si diletta a compiere un’azione casuale almeno una volta in settimana, che guarda con sospetto i cliché, che difende il suo diritto a mettere in discussione le “evidenze” ufficiali non corroborate dai fatti, che trova la forza e il coraggio di mentire il meno possibile, affrontando la realtà e le sue conseguenze, che impara dai bimbi la meraviglia, lo stupore, cioè quei sentimenti che inibiscono ogni nostra emozione nefasta, che investe nell’immaginazione attiva, non in quella passiva, che dedica più tempo alla lettura, alla pittura, al canto, alla scrittura di prosa o poesia, alla redazione di un manifesto politico, alla musica, all’apprendimento di nuove tecniche e abilità.

In sintesi, in quanto esseri umani, siamo fatti per creare soluzioni e non per subordinare questa facoltà a una formulazione dei problemi estremamente restrittiva (“non ci sono alternative”), che limita la nostra capacità di trarci efficacemente e creativamente d’impaccio e soffoca il nostro potenziale.

Jasper Fforde su Facebook

Il suo sito web

Advertisements

Leave a Reply - Cosa ne pensa?

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s