Il volo e la lingua degli uccelli

La conferenza degli uccelli, di Peter Sis, Adelphi 2013

La conferenza degli uccelli, di Peter Sis, Adelphi 2013

Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.

Matteo 10, 16

Erika Giovanna Klien: Tauchender Vogel – 1939

Erika Giovanna Klien: Tauchender Vogel – 1939

Nella tradizione marchigiana, toscana, umbra, romagnola si trova sovente il motivo di favole nelle quali l’eroe viene a conoscenza della lingua degli uccelli e, ascoltando le loro conversazioni, conosce tutto, tutto prevede, per cui arriva a sposare la figlia del re e procurarsi una buona sistemazione a corte. Si dice anche che chi impara la lingua degli uccelli sia destinato ad essere re o papa. Pitrè riferisce una fiaba siciliana, di probabile provenienza araba, con questo tema, però nella saga nordica dei Nibelunghi Sigfrido, bevendo una goccia del sangue del drago Fafner che ha ucciso, comprende immediatamente la lingua misteriosa e un uccello ha addirittura una parte nel Sigfried di Wagner…Adamo ed Eva – si credeva – conoscevano bene sia il linguaggio degli animali che quello delle piante: commesso il peccato non si ricordarono più una parola. Nella tradizione poi Salomone, ricevuta da Dio la sapienza, tornò a conoscere il linguaggio degli animali, ma si guardò bene da rivelare ad alcuno il segreto. Per tradizione antichissima, ancora non spenta, si vuole che gli animali parlino tra loro la notte di Natale, ovvero in quella dell’Epifania. Guai a quel contadino che, udendoli, s’intromette nei loro discorsi: cade morto di botto. Si tratta di qualcosa di più serio d’un gioco: sono reminiscenze di qualcosa di molto antico.

Carlo Lapucci, L’antico mito della «lingua degli uccelli», ToscanaOggi, 9 aprile 2008

Ornella Michelon - Ultime Briciole

Ornella Michelon – Ultime Briciole

I motivi avimorfi e legati al volo sono onnipresenti nelle opere di artigiani e artisti contemporanei, come lo erano in quelle dei loro predecessori, nella notte dei tempi.

Qualcosa risuona nel nostro inconscio.

IMG_7758Antonello Serra, artista sardo trapiantato in Trentino, ha riscoperto un sostrato simbolico-archetipico risalente alla Sardegna prenuragica, ricco di questa simbolica aviaria, con risultati secondo me estremamente efficaci (Arrastus: storia e tradizione sarde in chiave contemporanea, La Voce del Trentino, 20 agosto 2014).

"Kiki - Consegne a domicilio" di Hayao Miyazaki

“Kiki – Consegne a domicilio” di Hayao Miyazaki

Alcune delle artigiane artiste che hanno partecipato e parteciperanno al Mini Expo della Creatività sono anch’esse attratte da voli e animali volanti non meno di Hayao Miyazaki (v. Artigianato ed ecologismo steampunk in Hayao Miyazaki), che riceverà uno strameritato Oscar alla carriera.

arte Haida, British Columbia

arte Haida, British Columbia

Fenici, gru, aironi, civette, colombe, corvi, aquile, cigni, condor e avvoltoi sono uccelli cari agli dèi, dal Mare del Nord, al Mediterraneo e al Nilo, dall’Anatolia dell’era glaciale al Golfo Persico (cf. Il Verbo degli Uccelli di Farīd al-Dīn ‘Attar), dalle Ande ai Grandi Laghi nordamericani e alle coste del Pacifico, gli uccelli sono messaggeri tra questo e l’altro mondo, situato al di là dello “specchio” (“Is the big bang, and all that came from it, a holographic mirage from another dimension?“, Scientific America, luglio 2014).

uomo-uccello (sciamano?) - Lascaux

uomo-uccello (sciamano?) – Lascaux

Comunicano usando una lingua occulta – la “Lingua degli Uccelli”, appunto, tanto cara ai popoli antichi, agli alchimisti e ai costruttori di cattedrali –; assistono gli umani nelle esplorazioni (es. Noè); rappresentano le anime e gli dèi; impartiscono lezioni divine agli iniziati (es. Spirito Santo). Paradossalmente, agli occhi di un occidentale, gli avvoltoi, un motivo teriomorfo fondamentale dell’arte arcaica mediorientale e nilotica, erano un simbolo materno e protettivo.

Dragone e fenice nell'arte cinese

Dragone e fenice nell’arte cinese

Lo stesso drago, o serpente, era ed è una prova necessaria alla maturazione dell’individuo, di una comunità, di una civiltà e del genere umano (La leggenda del basilisco di Mezzocorona).

Solo dopo aver dimostrato di essere in grado di sconfiggere il drago (la distrazioni della materialità) e quindi di disciplinare il proprio ego, il cavaliere può apprendere la lingua degli uccelli, ossia di animali che volano leggeri nel cielo, sfidando la gravità, diventando così immortale.

Come spiega molto bene René Guenon: tale conquista dell’immortalità implica essenzialmente la reintegrazione nel centro dello stato umano, cioè nel punto in cui si stabilisce la comunicazione con gli stati superiori dell’essere. Appunto questa comunicazione viene rappresentata dalla comprensione del linguaggio degli uccelli; e, di fatto, gli uccelli sono presi di frequente come simbolo degli angeli, vale a dire precisamente degli stati superiori (La lingua degli uccelli in «Simboli della scienza sacra», Adelphi, Milano 1975, pag. 56).

creazioni di Loredana "Lori" Fioroli

creazioni di Loredana “Lori” Fioroli

Insomma, l’unione di cuore e intelletto (Essere artigiani significa far lavorare la testa e il cuore – intervista a Loredana Fioroli) è l’Apocalisse, cioè a dire la Rivelazione: Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l’ho abbandonato. Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto (1 Corinzi 13, 11-12).

È un’ottima descrizione di un processo di presa di coscienza, ossia di intensificazione della presenza di spirito (l’apprendimento della lingua degli uccelli).

Giorgia Brunelli - Giovelab

Giorgia Brunelli – Giovelab

Il ragionamento, anche all’interno di un quadro interpretativo della realtà strettamente riduzionistico, non fa una piega. Come la mappa non va mai confusa con il territorio, così il nostro modo di vedere il mondo è chiaramente determinato dal nostro essere bipedi terrestri e non deve essere assunto come standard universale (Come vedono gli animali, Focus, 16 ottobre 2013). Gli stessi volatili occupano normalmente “livelli di cielo” differenti e quindi possiedono gradi di percezione che non sono condivisi da tutti gli altri uccelli allo stesso modo.

arte minoica

arte minoica

Un’aquila e un passerotto hanno un’esperienza percettiva differente della realtà. Lo stesso discorso può valere per un marinaio, un montanaro e un cittadino che si sposta raramente dal suo quartiere metropolitano (esistono!). C’è chi ha la vista di un’aquila e chi quella di un piccione. È tutta una questione di consapevolezza, o coscienza, ed è questo che distingue artisti e artigiani tra loro.

arte murale etrusca

arte murale etrusca

“Leggiamo” la realtà, la interpretiamo e la modelliamo sulla base degli strumenti che possediamo. Le culture sono espressione della coscienza umana e la coscienza umana evolve assieme alle culture. Se i miei parametri di percezione della realtà fossero modificati – un miope che si dota di occhiali o un analfabeta che impara a leggere e scrivere –, la realtà mi apparirebbe sensibilmente diversa. Una persona ignorante ha una visione drammaticamente impoverita della realtà e i migliori scienziati e artisti sono sempre stati quelli con una visione più ampia, sostenuta da curiosità e interessi eterogenei.

L’ignoranza è come un’amputazione, uno svuotamento di vitalità. Essere ignoranti è come avere cinque marce e pensare di poterne usare solo due o tre.

True Detective

True Detective

La conoscenza della lingua degli uccelli è quello stadio in cui si supera l’handicap umano della meccanicità, della scarsa attenzione al prossimo e alle conseguenze delle proprie azioni. Siamo meccanici e spesso reagiamo a situazioni nuove in modo ben poco creativo, quasi fossimo prigionieri di schemi consuetudinari fatti di valori, credenze e scopi ormai così rigidi da impedire al cervello di sviluppare tutto il suo potenziale.

Può essere seriamente dannoso per noi stessi:  Quasi nessuno a Thalburg afferrò in quei giorni quel che stava accadendo; mancò la comprensione vera di quello a cui la città sarebbe andata incontro quando Hitler avesse conquistato il potere; mancò la capacità di capire realmente quel che fosse il nazismo (William S. Allen, Come si diventa nazisti, 1994, p. 279).

Arte etrusca

Arte etrusca

La condizione (livello, sfera) di consapevolezza è forse l’elemento chiave dell’esistenza in questo nostro universo. Magari il senso della vita è quello di un’educazione permanente; il mondo come una grande scuola. Lo pensava anche il grande regista russo Andrei Tarkovsky: “Siamo così pochi. Qualche miliardo in tutto. Una manciata! Forse siamo qui per fare esperienza delle persone come una ragione per amare”.

 serpente, albero della vita, aquila - Gobekli Tepe

serpente, albero della vita, aquila – Gobekli Tepe

Terry Gilliam, “La leggenda del re Pescatore”

Parry (Robin Williams) e Jack (Jeff Bridges)

Scusami se mi prendo la libertà, ma… Tu non mi sembri per niente un cuorcontento. La conosci la storia del Re Pescatore? Comincia col re da ragazzo, che doveva passare la notte nella foresta per dimostrare il suo coraggio e diventare re. E mentre passa la notte da solo è visitato da una visione sacra: nel fuoco del bivacco gli appare il Santo Graal, simbolo della grazia divina. E una voce dice al ragazzo: “Tu custodirai il Graal, onde possa guarire i cuori degli uomini”.

Loredana "Lori" Fioroli

Loredana “Lori” Fioroli

Ma il ragazzo, accecato dalla visione di una vita piena di potere, di gloria, di bellezza, in uno stato di completo stupore, si sentì per un attimo non un ragazzo, ma onnipotente come Dio: allungò la mano per prendere il Graal, e il Graal svanì lasciandogli la mano tremendamente ustionata dal fuoco. E mentre il ragazzo cresceva la ferita si approfondiva, finché un giorno per lui la vita non ebbe più scopo.

Non aveva più fede in nessuno, neanche in se stesso. Non poteva amare, né sentirsi amato. Era ammalato di troppa esperienza, e cominciò a morire. Un giorno un giullare entrò al castello e trovò il re da solo. Ed essendo un semplice di spirito, egli non vide il re: vide solo un uomo solo e sofferente. E chiese al re: “Che ti addolora, amico?”. E il re gli rispose: “Ho sete, e vorrei un po’ d’acqua per rinfrescarmi la gola”.

totem sciamanici coreani

totem sciamanici coreani

Allora il giullare prese una tazza che era accanto al letto, la riempì d’acqua e la porse al re. Ed il re, cominciando a bere, si rese conto che la piaga si era rimarginata: si guardò le mani e vide che c’era il Santo Graal, quello che aveva cercato per tutta la vita. Si volse al giullare e chiese stupito: “Come hai potuto tu trovare ciò che i miei valorosi cavalieri mai hanno trovato?”. E il giullare rispose: “Io non lo so: sapevo solo che avevi sete”.

 

GIOVELAB: sito, facebook, intervista: “Parlo col mondo attraverso le mie creazioni”

ULTIME BRICIOLE: blog, facebook

LORI FIOROLI: facebook, intervista: Essere artigiani significa far lavorare la testa e il cuore

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