L’artigianato, la pace e la diplomazia culturale trentina nel mondo

SeriousGrafia

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Poiché le guerre nascono nella mente degli uomini, è nella mente degli uomini che le difese della pace devono essere costruite.

Motto dell’UNESCO

Generale, lei è uno di quelli che crede nell’uguaglianza universale?

Ci può contare; è la mia religione!

Conversazione avuta in sogno

Beatrice Lorenzini Girardelli - Mon Pastel

Beatrice Lorenzini Girardelli – Mon Pastel

La diplomazia è il volto che un paese si vuol dare

Dominique de Villepin

[Esiste] un intimo rapporto tra la mano e la testa. Ogni buon artigiano instaura un dialogo tra pensiero e prassi concreta; questo dialogo evolve fino a formare consuetudini che a loro volta stabiliscono una ritmica tra capacità di risolvere un problema e capacità di individuarlo.

Richard Sennett, “The craftsman

Manuela Fabris - MANUFABRIKA

Manuela Fabris – MANUFABRIKA

Negli stessi anni in cui i nazisti coniavano lo slogan Kraft durch Freude (“forza attraverso la gioia”), il pittore e antropologo russo Nicholaj Roerich, convinto che la bellezza e la conoscenza potessero dare un fondamentale contributo alla salvezza del mondo, invocava la “pace attraverso la cultura”, chiedendo ai leader del mondo di firmare un accordo, poi battezzato il Patto di Roerich, per la salvaguardia dei patrimoni culturali dei popoli in tempi di pace e di guerra. Fu sottoscritto da 10 nazioni americane, inclusi gli Stati Uniti, per mano di Franklin D. Roosevelt.

Roehrich era certo che la civiltà del futuro, superata questa fase involutiva, non potrà che spendere moltissimo per la cultura (e quindi per l’artigianato artistico); quello sarà il tasso di crescita da privilegiare.

Ma che rapporto c’è tra artigianato creativo e diplomazia culturale?

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Michela Bruno Ecodesign

Gabriela Mistral, Saint-John Perse, George Seferis, Ivo Andric, Miguel Angel Asturias, Pablo Neruda e Octavio Paz: premi Nobel per la letteratura e diplomatici.

Stendhal svolgeva le mansioni di console francese a Civitavecchia quando ebbe l’ispirazione che lo portò a scrivere “Il Rosso e il Nero”.

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Elisa Palagano – Marcabruna

Diplomatici lo furono pure Goethe, John le Carrè, Giovanni Boccaccio, per conto di Firenze e, in un certo senso, Dag Hammarskjöld, poeta, mistico e segretario generale delle Nazioni Unite per otto anni, fino alla sua prematura scomparsa, a 56 anni, in un incidente aereo (Dag Hammarskjöld, un’inchiesta da riaprire, l’Indro, 25 settembre 2013).

Come mai? Perché la cultura è l’habitat degli esseri umani ed è il mezzo che consente a persone cresciute in ambienti diversi di collaborare per trovare delle soluzioni a dei problemi comuni, in un’atmosfera di reciproca fiducia, al di là delle barriere linguistiche.

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Elisa Palagano – Marcabruna

La diplomazia parte dalla premessa che l’ignoranza dell’altro è solo nociva e può produrre disastri.

Aprirsi all’altro, studiarlo, ascoltarlo, capire il suo punto di vista sul mondo, esaminare criticamente le proprie posizioni è il cuore del lavoro diplomatico.

La diplomazia fa la differenza quando è attiva, propositiva, creativa, immaginifica, quando s’appoggia a dei principi e non esclusivamente a degli interessi; quando apre percorsi nuovi e dischiude orizzonti di possibilità e nel contempo difende una certa idea di umanità.

Richard Sennett

Richard Sennett – London School of Economics / New York University

A noi di WazArs interessa però la cultura manuale dell’artigianato. Come giustamente osserva il sociologo Richard Sennett, autore di un gran bel saggio dedicato agli artigiani (non lasciatevi sviare dalle recensioni), più la gente si sente incapace di gestire la complessità, più ricorre a comportamenti aggressivi e ostili nel rapportarsi al mondo. Se senti di sapere il fatto tuo in una data situazione starai meno sulla difensiva, sarai più aperto e così via (Richard Sennett on Co-operation, 1 maggio 2012).

Per Sennett la pace è il risultato dell’impegno di persone che imparano a gestire in maniera matura e sofisticata le proprie circostanze quotidiane.

Giorgia Brunelli - Giovelab

Giorgia Brunelli – Giovelab

Questo impegno lui lo chiama “diplomazia quotidiana”: La conoscenza che abbiamo di come realizzare cose concrete è anche conoscenza di come comportarci socialmente. Il che implica che la predisposizione ad avere buoni rapporti sociali è insita nelle nostre abilità tecniche di realizzare prodotti artigianaliÈ sulla collaborazione che dobbiamo scommettere, sulla capacità degli individui e della società civile di creare forme proficue e vantaggiose per tutti di cooperazione. Il concetto di solidarietà generica, di cui si riempie la bocca la politica, passa in secondo piano. Il punto di partenza devono essere le esperienze concrete, locali, di collaborazione: si deve partire dal basso, non da vuote politiche nazionali (Richard Sennett: «Insieme si vince», Famiglia Cristiana, 22 maggio 2012).

In altre parole, il diplomatico è, di fatto, un artigiano prima ancora che un artista e uno scienziato, in quanto la pace è una relazione dinamica che richiede l’espressione artistica della nostra intelligenza creativa per risolvere il paradosso dei dualismi; è una maniera di orientare i conflitti in direzioni costruttive e non distruttive, creative e non ossessivo-compulsive. La “pace attraverso la cultura” richiede impegno, attenzione per l’altro, capacità di ascolto, tenacia e passione, disponibilità a superare gli automatismi legati a complesso di superiorità e inferiorità, vittimismo ricattatorio, invidia, possessività, prepotenza, codardia, arroganza, ecc.

Manuela Fabris - MANUFABRIKA

Manuela Fabris – MANUFABRIKA

Il Trentino non può accontentarsi della sua vocazione di cerniera tra Mediterraneo e Mare del Nord. I punti cardinali sono 16 e le nazioni del mondo sono quasi 200. È prevedibile che, negli anni a venire, aumenteranno le opportunità di esercitare un’influenza decisiva in settori chiave come lo sviluppo sostenibile, il diritto internazionale, la pace, le politiche energetiche e le questioni umanitarie.

Il Trentino e l’Alto Adige potrebbero intraprendere un’avventura comune nel campo della diplomazia culturale, con un’Alta Rappresentanza a livello regionale che sia al servizio della comprensione tra i popoli, dell’unità nella diversità e della promozione della prosperità.

L’artigianato creativo/artistico di entrambe le province potrebbe svolgere un ruolo significativo, nell’ottica di una proiezione globale di questo tipo (si veda anche Elisabetta Curzel, Diventa un islandese! Diventa un trentino!, 8 febbraio 2014; Stefano Fait, Il Trentino che attende di essere creato, 26 febbraio 2014).

Martina Coller

Martina Coller – cuscino “in fieri”

Elisa Palagano (Marcabruna): facebook; blog

SeriousGrafia: facebook; blog

Beatrice Lorenzini Girardelli: blog, shop online, facebook

Martina Coller: facebook; intervista

Manuela Fabris (MANUFABIKA): facebook; intervista

Michela Bruni (Michela Bruni Ecodesign): sito; intervista; facebook

Giorgia Brunelli (GIOVELAB): sito, facebook, intervista

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