L’alta moda, la morte, la vita

Dolce&Gabbana

collezione autunno inverno 2014-2015

L’ultima visione dell’inferno umano di Dante è quella del conte Ugolino che morde il cranio del suo tormentatore; l’ultima grande visione allegorica di Spenser è quella di Serena spogliata e preparata per un banchetto cannibalesco…L’orco e il gigante cannibale delle favole popolari che compare nella letteratura come Polifemo, e tutta una lunga serie di sinistre vicende di sangue e carne umana dalla storia di Tieste al patto di Shylock, appartengono a…una forma demonica radicale.

Northrop Frye, “Anatomia della critica”

teschi

Damien Hirst & Alexander McQueen

Alexander McQueen, il “genio dei teschi”, toltosi la vita a 3 anni di distanza dalla sua scopritrice, l’editrice inglese Isabella Blow, e una settimana dopo la morte della madre, ha lasciato in eredità una singolare (morbosa?) ossessione per teschi, teschietti, le ossa e la morte (Esplode la moda dei teschi nei gioielli; La moda dei teschi è inarrestabile; Skull mania. I teschi sono tornati di moda?; La morte ti fa bella…; la morte va di moda; E’ skull mania: impazza la moda dei teschi anche fra le star) che si è poi radicata per anni nello sportswear/streetwear di lusso (es. Hydrogen) e nella moda low cost (es. Zara, H&M), finché gli stilisti, in special modo quelli italiani ed europei (con qualche sporadica eccezione come John Richmond e Lucien Pellat-Finet), si sono lasciati alle spalle questo capriccio corsaro e, quasi per reazione inconscia, hanno moltiplicato le riproduzioni di archetipi vitalistici (fiori, animali, stelle, cuori, perfino la regina dei tarocchi: anzi, le regine), almeno a partire dalle collezioni primavera-estate 2014, dopo una fase preparatoria nell’autunno-inverno 2013-2014.

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collezione autunno inverno 2014-2015

La fissazione per i simboli di morte è in genere associata al cervello rettiliano (R-complex), la porzione più antica del nostro cervello e anche quella che ci rende più problematici e meno empatici.

Che ci piaccia o meno, viviamo in un mondo dominato da stimoli necrofili rettiliani. Per esempio la mania per zombie, vampiri, catastrofismi apocalittici al cinema, nei tatuaggi, cartoni animati, pubblicità, letteratura, arte contemporanea, videogiochi ecc. per non parlare di Ebola (la nuova Peste), dell’ascesa di movimenti politici fortemente associati alla morte come ISIS, Alba Dorata e la dest322610_img650x420_img650x420_cropra ultranazionalista ucraina e dell’epidemia di cannibalismo (Ancora un cannibale negli Usa: l’ondata degli zombie dovuta a una nuova droga?).2.n

Nelle fasi di crisi, come quella attuale, possono verificarsi psicosi di massa, epidemie psichiche che fanno affiorare energie oscure. Lo rimarcava Carl Jung, al tempo dell’ascesa del nazismo:

Le antiche religioni, con i loro simboli sublimi e ridicoli, bonari e crudeli, non sono cadute dai cieli ma sono nate in quest’anima umana, la stessa che vive ancora oggi in noi. Tutte quelle cose, le loro forme primordiali, vivono in noi e possono in qualunque momento assalirci con la forza distruttiva, in forma cioè di suggestione di massa, contro la quale il singolo è inerme. I nostri terribili dèi hanno soltanto cambiato nome e rimano tutti in –ismo (Jung, 1946).

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Lady Gaga esoterica (devitalizzata)

Come enunciato dal sociologo americano William Thomas agli albori della sua disciplina: Se gli uomini definiscono certe situazioni come reali, esse sono reali nelle loro conseguenze (la profezia che si auto adempie).

Questo significa che se ci riempiamo la testa e il cuore di immagini di morte e distruzione, questo potrebbe essere il futuro che ci attende. Un’arte necrofilicamente e sociopaticamente orientata prepara il terreno a nuove Auschwitz, non a nuovi Rinascimenti.

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Yohji Yamamoto: teschi e fiori / collezione autunno inverno 2014-2015

È perciò particolarmente appassionante ed incoraggiante notare come proprio la tanto bistrattata alta moda abbia deciso di voltare pagina ed abbracciare la vita e i colori ed espressioni che la celebrano, forse cercando una via di uscita da un impasse isterilente e nichilista. Un bergsoniano slancio vitale che esalta la creatività, la libertà, la volontà, la spontaneità, la spiritualità, i sentimenti…

…in breve il fuoco dello spirito umano, contro ogni tentativo di condannarle come entropiche, distruttive, pericolose (Quando la creatività spaventa – The Giver, il Mondo di Jonas). Perché proprio nelle situazioni limite, una volta dominata la paura di morire, l’umanità sa dare il meglio di se stessa (Un paradiso costruito all’inferno – come i cataclismi tirano fuori il meglio di noi).

Avrebbe un senso la vita, se fosse privata della possibilità di esprimersi in suo favore?

Né, peraltro, avrebbe molto più senso se non ci fosse alternativa tra due tipi di spiritualità diametralmente opposti che duellano sul campo di battaglia della materia: “luce” e “tenebra”, una corrente di vita ascendente ed una discendente.

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Valentino: autunno-inverno 2014-2015

Tornando al mondo dell’alta moda, è tanto più sorprendente questa “rivoluzione vitalista” degli stilisti se teniamo conto del fatto che la morte fa vendere.

Blumarine autunno-inverno 2014-2015

Blumarine autunno-inverno 2014-2015

All’11 settembre 2001 è seguita una smania consumistica che ha portato ad una crescita degli acquisti del 6% nel trimestre successivo.

I cittadini americani sfuggirono alla paura della morte che si era insinuata nella loro psiche cercando di consolidare il loro status, come se ciò potesse allontanare la Nera Signora. Ad un rafforzamento percepito dello status corrisponde una maggiore autostima ed un’immortalità simbolica. Com’è facilmente immaginabile, questo meccanismo funziona particolarmente bene con i beni di lusso (legati, appunto, allo status).

swat-maskQuando la prospettiva della propria morte si fa più intensa, le persone si aggrappano al materialismo, cercano l’immortalità nell’accumulo di beni e ricchezze. È possibile che il recente boom globale del settore del lusso, in piena crisi, sia in qualche misura dovuto a qualche inconscia ansia apocalittica.

È il cervello rettiliano che prende il controllo.

In una maggioranza di casi chi ha paura di morire non si cura della sorte del prossimo, non si cura della pace, non è altruista, non coopera, non fa fronte comune contro il potere, ma guarda gli altri in cagnesco, è pronto ad uccidere per non essere ucciso.

Nina Ricci : Runway - Paris Fashion Week Womenswear Fall/Winter 2014-2015

Nina Ricci: autunno-inverno 2014-2015

Un numero sostanziale di ricerche ha dimostrato però che tratti come la possessività, l’invidia, l’egoismo e l’avidità sono negativamente correlati con la soddisfazione ed una vita felice. Più si è materialisti, minore è la propria fiducia in se stessi perché si continuano a fare confronti con chi è più privilegiato di noi.

Ringraziamo dunque gli artisti della moda, per la loro “eversione pro-vita”, augurandoci che siano gli anticipatori di un nuovo clima e di un mondo nuovo.

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collezione autunno inverno 2014-2015

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