Baciditrama e Volver inaugurano la Piccola Manifattura a Rovereto

10665668_655036027927528_654955424753049750_nSabato 18 ottobre, alle 16:30, ci sarà l’inaugurazione ufficiale della Piccola Manifattura Green Atelier, una bottega eco-sostenibile in via Rialto 55 (Campiello del Trivio), a Rovereto, gestita da Susy Bonollo di Baciditrama e da Melina Benetton e Nicolas Dorosz di Volver.

WazArs: Melina Benetton, “Volver” è una realtà imprenditoriale in notevole espansione. Qualche giorno fa abbiamo visto una vostra borsa “girare” per le strade del centro di Trento. Ci vuole spiegare com’è nata l’idea?

Melina Benetton: Volver è una start-up radical green cresciuta nell’ambito di Progetto Manifattura, hub dell’economia sostenibile trentina. È stata creata da due argentini, io e Nicolas Dorosz, architetto e pittore, con l’obiettivo di dimostrare che fare la cosa giusta è possibile e che la strada in salita porta sempre alla soddisfazione più grande.

WazArs: Dall’Argentina a Rovereto è un radicale cambiamento di vita e di prospettiva.

M.B.: Abbiamo lasciato Buenos Aires 10 anni fa appena finita l’Università per girare il mondo alla scoperta di culture e paesaggi nuovi. Rovereto, nel cuore del Trentino, ci è sembrato un luogo adatto per sbocciare e abbiamo scoperto che l’inspirazione prende spunto dagli stimoli più diversi.

WazArs: Un esempio?

M.B. È stata una birra al bar Loco’s in una sera di primavera l’occasione che ci ha fatto capire che avevamo un’idea insieme vincente e tremendamente arrischiata: creare un’azienda dove ogni decisione presa sia eticamente giusta, dove tutto sia riutilizzato e trasformato, dove il tempo e le persone siano posti in primo piano.

E così abbiamo mollato tutto per farlo.

“Non sapendo che era impossibile, fu lì e lo fece”

Cocteau

WazArs: Cosa vi ha convinti di Rovereto?

M.B. Abbiamo constato la grave situazione dei rifiuti in Italia ma ci ha entusiasmato anche il dato esemplare della raccolta differenziata del Comune di Rovereto (70% nel 2013). Quella era la prima scelta corretta: recuperare quanti più materiali fosse possibile, in particolare gli scarti delle aziende locali, privilegiando la qualità. Abbiamo scoperto depositi di tessuti dimenticati, stanzoni pieni di materiali fantastici fuori produzione, giacenze, invenduto.

WazArs: A quel punto avete pensato: perché non approfittarne?

M.B. Raccontando in giro la nostra idea siamo riusciti a coinvolgere alcune aziende.

Una di queste, Rovercolor, il cui proprietario da più di 60 anni posa le migliori carte da parati in abitazioni e uffici, ha donato a Volver una collezione stupenda di rotoli di carta da parati, avanzati dagli anni ’60 e ’70.

WazArs: Questo succedeva nel 2013?

M.B. Sì, il 2013 è stato un anno di ricerca. Abbiamo sviluppato le capacità tecniche per lavorare con una certa maestria i diversi materiali, abbinandoli tra di loro per riuscire a valorizzarli. Ogni materiale ha trovato, dopo un duro lavoro di laboratorio, il suo posto, la sua funzione e, assieme, si sono trasformati in arte: cioè una meravigliosa collezione di accessori di abbigliamento: borse, portafogli, porta tabacco, ecc.

You say to a brick, ‘What do you want, brick?’ And brick says to you, ‘I like an arch.’ And you say to brick, ‘Look, I want one, too, but arches are expensive and I can use a concrete lintel.’ And then you say: ‘What do you think of that, brick?’ Brick says: ‘I like an arch.’”

Louis I. Kahn

WazArs: È vero che spesso artigiani e artisti conversano con la materia che vogliono plasmare. 

M.B. Noi abbiamo chiesto alla carta: “cosa vuoi diventare?” E purtroppo o per fortuna ci ha risposto: “una borsa”. La vocazione del materiale è insita nella sua storia.

WazArs: Un po’ di vezzo e un po’ di perfezionismo.   

M.B. Una volta deciso il materiale da lavorare, dopo aver trascorso tanto tempo a realizzare il prototipo, che deve diventare tutt’uno con il materiale, abbiamo programmato ogni particolare senza scendere a compromessi, tornando indietro ogni qualvolta il risultato non fosse totalmente soddisfacente. È l’unica maniera per raggiungere l’eccellenza.

WazArs: Avete fatto tutto da soli?

M.B. Nella produzione di queste opere abbiamo scelto di coinvolgere persone, non macchine, e abbiamo creato una rete efficiente attraverso le Cooperative Sociali Trentine. Il lavoro restituisce dignità alle persone, un lavoro realizzato con particolare impegno e coscienza dona orgoglio e sicurezza di sé. In questo modo ogni particolare viene realizzato a mano, ogni scelta accuratamente definita da una persona fiera del lavoro che fa, coinvolta in un progetto dove il risultato è merito di tutti e dove non ci sono differenze.

WazArs: Ambientalismo e solidarietà. 

M.B. Volver è riuscita a trasformare materiale da smaltire, inutilizzato, in oggetti di design, togliendo peso al carico che l’ambiente è costretto a sopportare tutti i giorni. Si è presa il tempo e il coraggio di provare tecniche e sistemi diversi fino a creare oggetti meravigliosi e allo stesso tempo far nascere nuove capacità artigianali in persone in momentanea difficoltà.

Volver ha deciso quindi di inseguire una strada difficile: fare la scelta giusta, sempre, costi quel che costi. Inserendosi con un’ottica diversa in quello splendido mare dell’artigianato e della cultura dei rapporti fra le persone, due qualità dell’eccellenza italiana.

L’essenziale è invisibile agli occhi”

Saint Exupery

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