Ornella Michelon di Ultime Briciole – intervista e workshop di Natale

DSC_0007Son cresciuta tra barattoli di latta e mazzi di pennelli dai manici incrostati di colore, lì in mezzo ho trovato il nutrimento per la creatività che arricchisce la mia vita e le mie giornate. Da bambina inseguivo pazientemente le formiche per capire dove portavano quelle pesanti briciole e sognavo di vivere in una fattoria con tanti cavalli ma poi ho incontrato una macchina fotografica. Oggi proprio quest’ultima riempie la mia vita ed è parte del mio lavoro, continuo a crescere viaggiando e percorro la vita insieme ai miei amici, alla mia famiglia, ma anche a un cane e a due conigli che, loro malgrado, si trovano a dover dividere la loro vita con me…

Ornella Michelon, Last Crumbs

 

10726641_10201943849152833_1376931925_nWazArs: Ornella Michelon: un’artista che guarda sempre avanti, molto avanti. Siamo ad ottobre e l’allestimento natalizio è già quasi pronto

Ornella Michelon: sì, sarà tutto completato per il 26 ottobre, ma sto già lavorando alla collezione di primavera.

WazArs: Sempre ceramica?

Ornella Michelon: Si, è quella a cui dedico più tempo per ora, ma c’è anche la linea di tessuti dipinti a mano, ad esempio i nuovi cuscini, i conigli e gli orsi, i cesti in crochet infeltrito e naturalmente le farfalle in lamierino che ormai sono diventate un must imprescindibile. Per la ceramica ho ripresentato proprio ora, in una nuova versione, gli anelli che avevo proposto negli anni scorsi e che avevo smesso di realizzare per alcune difficoltà tecniche ora risolte.

974414_10201943849632845_734888227_nLa serie di anelli “stone” modellati in un unico pezzo di ceramica è  già nota da tempo alle amiche più fidate, i primi vennero realizzati qualche anno fa…Ma ora, dopo anni di tentativi, sono realizzabili anche su misura…È un prodotto a cui tengo molto, forse il mio preferito tra le bigiotterie…Del resto l’unico fanatismo che posso avere nel mondo dei gioielli è proprio quello per gli anelli. Piccole sculture da indossare, come nella prima serie, singoli o in coppia…

Ornella Michelon, Ultime Briciole

WazArs: Com’è nata quest’esperienza professionale?

Ornella Michelon: Sono libera professionista praticamente da sempre, anche se ho lavorato in settori apparentemente lontani da quello attuale. Dopo gli studi d’arte e già nei primi anni d’università ho iniziato a lavorare in ambito culturale. Per anni mi sono occupata di storia dell’arte, archeologia e storia dell’architettura lavorando in diversi ambiti, da quello didattico, all’organizzazione di convegni, allestimenti museali, regia e montaggio di video documentari e altro. La mia occupazione principale era però finalizzata all’ideazione e realizzazione di progetti editoriali per alcuni enti pubblici che si occupano di tutela; ne curavo grafica, fotografia e mi occupavo dell’editing dei testi. Il filo conduttore dei miei lavori era l’utilizzo delle immagini, generalmente le mie, come linguaggio metaforico. In realtà, forse, questo è ancora presente in molte delle cose che realizzo. Qualche anno fa sono nate le Briciole, un po’ per necessità e un po’ per divertimento. Da lì a qui non c’è voluto molto, lo scorso anno sono stata contattata dal Mart per gestire lo spazio del bookshop della Galleria Civica, ed eccomi qui.

WazArs: Molto versatile, insomma. Esperienze che poi si sono dimostrate utili a livello artistico-artigianale.

10717474_10201943849672846_1511774759_nOrnella Michelon: credo che le mie occupazioni passate e presenti siano solo apparentemente distanti l’una dall’altra. A parte il denominatore comune della passione per le arti visive, trovo interessante che nella mia vita professionale vi sia sempre stato un filo rosso che mi ha guidato dalla preistoria attraverso tutte le epoche fino alla contemporaneità. La vita ha fatto in modo che potessi combinare le mie esperienze. Perfino quelle nel settore turistico, o le esperienze nel settore del restauro pittorico, apparentemente lontanissime dalla mia realtà attuale, mi tornano più che utili ogni giorno ora che lavoro con il pubblico di un museo. La settimana scorsa un turista mi ha chiesto divertito se doveva pagarmi per le informazioni, dato che mi ero lanciata in una spiegazione sui palazzi della città di Trento…

WazArs: Senza soste.

Ornella Michelon: È stata una vita di esperienze anche per via della mia personalità. Ho sempre bisogno di innovare e di rinnovarmi. Fare cose nuove è imprescindibile, per me. Quando riesco a raggiungere un livello di abilità che mi soddisfa, nella vita come nello sport, mi stufo e desidero sperimentare qualcosa di diverso, ma non lo considero un aspetto negativo.

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WazArs: La ceramica può essere una bella sfida.

Ornella Michelon: Lo sviluppo delle facoltà creative è una spinta fondamentale, la materia è funzionale a quel che voglio esprimere e la ceramica mi permette di esprimere molte delle idee che ho in testa. Ma non è materiale esclusivo per me, altri materiali mi consentono diversi percorsi espressivi. La scoperta della leggerezza del lamierino, ad esempio, mi ha permesso di elaborare una serie di concetti che avevo in mente da tempo. Così le farfalle e il concetto della metamorfosi, il fulcro principale, almeno per il momento, del mio modo di vedere l’esistenza.

10343509_808701675814568_5473925147793617897_nAmmaestro farfalle

ora è ufficiale 

anche se poi… fanno un po’ quel cavolo che vogliono…

alcune ad esempio non sembrano avere le idee chiare

van di qua e di là come fossero brille…

ah! per non parlar poi di quelle che si affidano solo al vento… a volte va bene… ma sai le raffiche? 

altre invece son proprio decise 

e se le  segui noti che scelgono con sicurezza dove andare…

tra queste le mie preferite… 

non chiedetemi perché… 

son quelle sicurissime che scendono in picchiata

e giusto in tempo tirano su il muso e giù il carrello, 

frenando e planando sul fiore che han scelto…

e ci si posano, invece di schiantarsi… 

che draghesse le farfalle kamikaze…

Ornella Michelon, Ultime Briciole

10744802_10201943850112857_1754771347_nWazArs: I clienti riescono a stare dietro a quest’irruenza espressiva?

Ornella Michelon: I clienti rispondono bene. Penso che in questo momento ci sia bisogno di positività e di quel briciolo di poesia che può aiutarci a vivere meglio. Credo anche che l’energia positiva che metto nel fare gli oggetti venga percepita da chi li acquista. La cosa più strana che sta capitando però è che quando sento la necessità di smettere di creare una certa cosa, quello è proprio il momento in cui il mercato l’ha recepita e la cerca intensamente, mentre io sarei anche contenta di passare ad altro.

WazArs: Un esempio?

Ornella Michelon: Beh ci sono le stelle elaborate due anni fa. Me le chiedono molto ora, mentre immagino mi chiederanno tra due anni le cose che ho sul banco in questo momento. D’altra parte non intendo, e non sarebbe nemmeno possibile per me, realizzare una produzione di massa approfittando del mercato, credo che finirei per snaturare quello in cui credo. Chiaro che se mi chiedono di fare qualcosa che non ho più in negozio la posso realizzare appositamente. Per ora preferisco continuare a realizzare pochi pezzi, a volte anche pezzi unici che realizzo su ordinazione, e mi piace essere a contatto con il cliente che mi chiede un’opera personalizzata. 974712_10201943850072856_329381110_nIn realtà questo è il motivo per cui forse non mi si addice la definizione di artista. Sono più un’artigiana o, forse, una creativa al servizio di chi chiede il mio punto di vista. Forse proprio il feedback diretto del cliente è ciò che preferisco in questo lavoro. Lavorando con i negozi questo passaggio va perduto. Certo alcuni negozi propongono i miei pezzi ma è quasi più un rapporto di amicizia e di fiducia che un rapporto professionale, io continuo a considerare miei clienti gli acquirenti finali dei prodotti, è a loro che penso quando li realizzo.

WazArs: Questo denota un carattere indipendente.

Ornella Michelon: Mi piace collaborare con gli altri ma non dipendere dagli altri.

10743721_10201943849832850_1370054585_nWazArs: Fonti di ispirazione?

Ornella Michelon: Da dove mi vengono le idee? Il mio cervello non sta mai fermo, processo pensieri all’infinito e sviluppo quelli che mi emozionano, quelli che mi risuonano nel cuore, quelli che mi commuovono anche. Spesso tutto parte da un’idea ed attorno a quell’idea costruisco un mondo. Nel costruirlo vari elementi prendono vita, diventa un concatenarsi di idee alla fine.

WazArs: In che senso?

Ornella Michelon: Ad esempio nella forma di frasi che devo subito usare per altre creazioni. Quelle frasi a loro volta si concatenano, portando ad altre idee. C’è poco di razionale in questo processo. Così posso passare dall’idea di voler “regalare un pezzo di cielo” alla realizzazione di una piccola stella, che è cadente (“chiedete al cielo di far piovere le stelle” – è uno dei pezzi della nuova collezione). La stella è cadente e quindi è assente 10390489_813078918710177_3235916791706312344_nall’interno di una composizione che rappresenta un cielo stellato. La stella, la stessa rubata al cielo, diventa allora un dono per un omino che rappresenta noi tutti, che racconta la nostra storia e che si ritrova nella mia nuova serie di lavori. È seduto, guarda il mondo, guarda le stelle, ma anche la neve, quella neve che è segnata da impronte nei villaggi…e così via.

WazArs: La polvere di diamante, le impronte nella neve, le stelle cadenti…

Ornella Michelon: Sì, c’è un forte legame in questa collezione con i fenomeni atmosferici e celesti, c’era già nella serie “qui c’è amore anche quando piove”. Mi piace arrivare al cuore della gente, anche stupirla per certi versi, e ci riesci quando metti il cuore in quello che fai.

DSC_0044Qui c’è amore… Anche quando piove

Le Briciole nascono così, da un pensiero, da un’immagine, da un ricordo, nascono guardando e toccando i materiali, nascono ascoltando una canzone, riflettendo su una frase. Spesso nascono di notte, nel silenzio, flash sulla giornata appena trascorsa, su una chiacchierata… Son parte di quei momenti che portano in sé quella magia di cui si è già detto altrove. La serie di pezzi unici “Qui c’è amore… Anche quando piove” nasce da una chiacchierata con un’amica… Nasce dal racconto di una storia di famiglia, una famiglia come tante altre, una casa, un bimbo… La serenità… Nonostante le difficoltà, l’amore… E allora dare voce alle storie, alle vostre, ancora una volta diventa facile, diventa piacevole, diventa auspicabile diventa, per me, necessità… Allora un ramo, non uno qualsiasi, uno che abbia carattere e forza, selezionato, cercato e scelto, e poi della pioggia, si, in vetro trasparente, oppure neve magari, perché no, in perle di fiume… o della grandine e del ghiaccio, cristallo di rocca… e lì… nelle intemperie, la casetta metafora del nido, ma anche una stella, o un cuore, un pezzo di vetro, una sola goccia di pioggia… La poesia è lì, tra voi… Non altrove…

1656205_771140219570714_1856752677436160703_nWazArs: Stupire non solo con gli oggetti.            

Ornella Michelon: Per me il concetto è quasi più importante dell’oggetto. Per questo spesso scrivo. Scrivere ha comunque a che fare con la mia poetica, con il mio percorso, è attraverso la narrazione che arrivo alla realizzazione degli oggetti quindi la narrazione è parte integrante del mio lavoro. E scrivere mi diverte, soprattutto mi piace scrivere di cose che mi hanno divertito.

WazArs: Sempre di narrazioni si tratta.

Ornella Michelon: In fondo sono un po’ una cantastorie, o magari un menestrello (sorride). Prima raccontavo con le immagini, ora con gli oggetti. Le storie sono mie, spesso forse sono però più emozioni che storie, eventi o frasi che mi hanno colpito e che sento di poter raccontare manualmente.

10301439_811996575485078_2564860952489329148_nWazArs: Perché “Ultime Briciole Last Crumbs”?

Ornella Michelon: È un nome che rimanda a un momento di crisi, ero vicina alla chiusura di una carriera professionale di anni, un momento in cui dovevo giocarmi il tutto per tutto e dovevo decidere se mollare la creatività e cercarmi un “lavoro vero”. Era l’ultima spiaggia, le ultime briciole di creatività, appunto. Il nome è rimasto, come una sfida, se avessi saputo che mi avrebbe portato qui avrei forse scelto un nome meno lezioso, ma non si cambia di certo adesso.

WazArs: E l’idea del workshop?

Ornella Michelon: L’idea è venuta perché diversi clienti me l’hanno chiesto. Nonostante gli studi d’arte sono un’autodidatta e non mi sono mai vista come un’insegnante, anzi. Non credo di avere qualcosa da insegnare, sono stata dietro alla cattedra – metaforicamente parlando – in diverse situazioni e mi trovo bene in pubblico, ma è un ruolo che non mi appartiene. Mi sembra più importante tirar fuori dagli altri la consapevolezza che ce la possono fare, che possono sviluppare la loro vena creativa. Posso semplicemente mostrare come lavoro io.

WazArs: Non è sempre facile trovare il modo di motivare gli allievi, di tirar fuori il loro talento.

17667_tokyo_monte_fujiOrnella Michelon: Mi ricordo Giuseppe Debiasi. Era un mio insegnante all’ISA. Ero, credo, in quarta superiore. Per un esercizio di disegno tirò fuori una cartolina del Fuji e ci chiese di riprodurlo con tecniche diverse, all’infinito. Un lavoro da portare avanti per diversi mesi. Dopo una serie infinita di riquadri con quel soggetto arrivai ad immaginare come l’avrebbero visto e rappresentato i grandi artisti del passato, ma lui non era soddisfatto: “Michelon, non ci siamo!”, diceva. Era una delle sue frasi preferite. Tornavo sempre al mio posto ripetendo: “Michelon, Non ci siamo”. Finché un giorno, girando l’ultimo foglio non arrivò all’ultimo riquadro. Avevo messo un enorme punto interrogativo e la scritta: “E io? Come lo vedrei io?”. Mi guardò da sopra gli occhiali dalle lenti rettangolari e disse: “MICHELON!!! Allora ci siamo!!!”. Gli risposi: “Il prof è lei, se lo dice lei ci siamo”.

photoTre incontri pomeridiani, a novembre. È il workshop di Natale organizzato da Ornella Michelon di Ultime Briciole presso la Galleria Civica, dove ha sede il suo negozio e la sua officina di ceramista e non solo, da circa un anno (l’inaugurazione si è tenuta il 19 ottobre del 2013).

Si intitola “Polvere di diamante”, perché ha a che fare con le tempeste di neve, un richiamo agli agenti atmosferici e al cielo che, grazie all’intervista, abbiamo scoperto essere un motivo classico di Ultime Briciole:

La polvere di diamante è una precipitazione nevosa, generalmente poco abbondante, sotto forma di finissimi cristalli di ghiaccio non aggregati tra loro, che si verifica in presenza di bassissime temperature e bassi livelli di umidità, ovvero si forma per brinamento diretto del vapore acqueo non necessariamente in nube, ma anche nei bassi strati atmosferici. È tipica delle steppe siberiane in corrispondenza di forti irruzioni di aria fredda polare (Wikipedia).

Il laboratorio prevede la realizzazione di una ghirlanda e il suo confezionamento (packaging), facendo uso di diverse tecniche e materiali ed in primo luogo della modellazione ceramica, una ghiotta opportunità per chi vuole esplorare la propria creatività.

Gli allievi e le allieve dovranno attenersi al titolo, ma potranno dare libero sfogo alla narrazione poetica sul doppio binario della creazione e della confezione, che non è meno importante, specialmente sotto Natale.

Un grande successo di pubblico.

Per contatti:

Ornella
Blog:
http://ultimebriciole.blogspot.it/
http://ornellaemme.blogspot.it/

Facebook
Email: micheorn@tin.it
Cell.: 347 4720188
Oppure:
Area Educazione del Mart
0464\454135
0464\454108
education@mart.tn.it

 

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