I creativi-imprenditori nel nuovo ordine mondiale

Raffaello Sanzio - Scuola di Atene

Raffaello Sanzio – Scuola di Atene

Chiunque può arrabbiarsi, o dare o spendere denaro: questo è facile. Ma farlo con la persona giusta, nel grado giusto, al momento giusto, per lo scopo giusto e nel modo giusto: questo non è nelle possibilità di chiunque e non è facile.

Aristotele, Etica Nicomachea

Il refrain che abbiamo sentito per tutta la vita è il seguente: Bisogna essere pratici e dire le cose come stanno. La maggior parte delle persone deve comprare quel che si può permettere, al miglior prezzo, senza sentimentalismi altruistici. Sono pochi quelli che possono scegliere cosa acquistare.

Questa è la voce del padrone. Questa è la logica che mantiene le masse subordinate, sfiduciate, contrapposte e le oligarchie stabilmente al loro posto, in cima alla piramide. È letame intellettuale e morale, pensato per razionalizzare il nostro egoismo e la nostra meschineria, ritorcendoli contro di noi e contro il pianeta: siate tutti egoisti, non ci sono alternative!

Per via delle interazioni epigenetiche, una tale mentalità può avere perniciose ripercussioni sull’evoluzione biologica della nostra specie! (Politics can interact with evolution to shape human destiny, EurekAlert!, 28 ottobre 2014.

Per fortuna le alternative ci sono eccome, perché le risorse abbondano (Nonostante la grande crisi, in Italia aumentano i «Paperoni», il Sole 24 Ore, 15 ottobre 2014):

263 mila miliardi di dollari. A tanto ammonta la ricchezza delle famiglie a livello mondiale e nonostante il contesto economico difficile in un anno è persino cresciuta dell’8,3%, guidata in particolare dalla crescita negli Stati Uniti e in Europa…Secondo le stime di Credit Suisse, la ricchezza è destinata ad aumentare di quasi il 40% nei prossimi cinque anni, raggiungendo 369 mila miliardi di dollari entro il 2019.

Nikolay Blokhin

Nikolay Blokhin

Il problema è che i conti non tornano, in un mondo in cui 85 super ricchi possiedono l’equivalente di quanto detenuto da metà della popolazione mondiale (La grande disuguaglianza, Rapporto Oxfam, gennaio 2014).

Le ricchezze minerarie non ancora sfruttate della Repubblica Democratica del Congo ammontano a 24mila miliardi di dollari, pari alla somma del PIL di Stati Uniti e Unione Europea. Ciò nonostante si trova al 186° posto su 187 nazioni per indice di sviluppo umano (U.N. Human Development Report 2014). I conti non tornano neanche in Africa e non tornano perché queste immani ricchezze non circolano, vengono risucchiate e finiscono nelle mani di pochi magnati bianchi e qualche funzionario neocoloniale nero.

All’altro estremo troviamo la Norvegia:

Grazie ai proventi dell’oro nero, il Regno ha un super-fondo da quasi 700 miliardi. Serve per alimentare welfare e previdenza, ma ogni anno lo Stato ne preleva solo il 4%. Così è stata creata un’Autorità, diretta da una giovane donna, che ne sfrutti la ricchezza per finanziare i giovani imprenditori. E i risultati si vedono (Rivoluzione in Norvegia: i soldi del petrolio per finanziare le start-up, la Repubblica, 17 ottobre 2014).

Nel paese scandinavo i capitali vengono fatti circolare e sono investiti nell’interesse di tutti.

La Scozia indipendente – pur con mille gravissime contraddizioni e ipocrisie (Scottish referendum aftermath – unity in diversity is the way forward, FuturAbles, 27 settembre 2014) – intendeva fare lo stesso con le sue risorse (Will Scotland have a sovereign wealth fund?).

Le alternative, come dicevo, ci sono (Il nascente nuovo ordine mondiale post-coloniale, FuturAbles, 1 novembre 2014; (Esercizi di analisi predittiva per il periodo 2015-2020, FuturAbles, 7 novembre 2014).

Vincenzo Irolli - Donna alla finestra

Vincenzo Irolli – Donna alla finestra

Alcuni punti chiave che tendiamo a dimenticare.

Siamo tutti sulla stessa barca. Tutto è interdipendente: un virus, una bolla speculativa, un mutamento climatico, un colpo di stato, un’invenzione, un’idea, una moda, un cambiamento nello stile di vita, ecc…tutto si propaga a livello planetario quasi istantaneamente.

Perciò il mio bene dipende dal bene altrui.

Náray Aurél - Donna con rose

Náray Aurél – Donna con rose

Se pretendo di pagare poco per ottenere sempre di più (H&M a Trento vs. Salewa a Bolzano: moda etica, consumo critico) genero diverse conseguenze assai negative nel medio-lungo termine: deterioramento dei salari (incluso il mio), indebitamento fuori controllo (Così il debito può scatenare un’altra guerra mondiale, il Sussidiario, 12 ottobre 2014), deterioramento della qualità dei prodotti, deterioramento della qualità della vita di tutti (inquinamento, salute compromessa, imbruttimento delle nostre città e del paesaggio, aumento delle dipendenze, anche da farmaci e psicofarmaci, e dell’aggressività, cinismo, alienazione).

L’egoismo predicato dalla dottrina neoliberista (noi contro di voi, mors tua vita mea) è funesto per tutti: ogni crisi è sempre peggiore di quella precedente.

Un’unica conclusione possibile: non si può vivere se l’interesse privato non è bilanciato dall’altruismo. In quel punto di equilibrio c’è il giusto prezzo per ogni cosa e io devo essere disposto a chiederlo e a pagarlo. Altrimenti la mia vita e quella degli altri subirà un processo di progressiva svalutazione. Il fardello dei miei debiti si accrescerà rendendomi sempre meno libero e sempre più servo (in una nazione sempre più indebitata e sempre meno sovrana); l’accaparramento di immensi capitali da parte di pochi, togliendoli ai possibili investimenti in imprese locali, continuerà a minacciare il nostro futuro.

1236131_364060020363302_912734436_nSolo facendo circolare le risorse e comprando meno e meglio possiamo invertire questo circolo vizioso. Occorre dare il buon esempio: le migliori pratiche, come il capitale, devono fluire, devono continuare a girare, incessantemente, innaffiando e concimando le buone idee, venendo incontro alle esigenze reali della gente, non ai capricci e ai bisogni indotti dalla pubblicità e dalla propaganda.

Tutto quel che viene prodotto deve servire e quindi ogni investimento deve premiare lo spirito d’iniziativa, l’ingegno, l’integrità e la lucidità delle persone. Se si fanno cose tanto per farle, o per far soldi, presto o tardi si viene inghiottiti dal circolo vizioso di finzione finanziaria ed economia di sussistenza.

Per esempio, Wal-Mart si oppone all’aumento del salario minimo a livello federale – che pure incrementerebbero le sue vendite per via del maggior potere d’acquisto dei suoi dipendenti – per non dover alzare i prezzi dei suoi prodotti di 1 singolo, micragnoso centesimo (Bloomberg, 20 febbraio 2014).

Per garantire il livello di vita dell’élite finanziaria globale, non occorrono le migliaia di miliardi accumulati da questo ceto, basterebbe molto meno. Insomma, il denaro per questa gente non è solo il mezzo per fare quella vita, è molto di più, è davvero fine a se stesso.

Gustavo Zagrebelsky, “La maschera democratica dell’oligarchia

Che divario ricoverspetto all’Asia dove, per evitare disordini sociali e per sviluppare i mercati interni, i salari aumentano stabilmente molto più dell’inflazione (Asia, crescono i salari nelle campagne, 3 ottobre 2014), sospingendo le economie emergenti come quella vietnamita, mentre le multinazionali occidentali resistono, minacciano, ricattano o si trasferiscono in Africa o nelle ultime oasi asiatiche di completa abiezione (In Cambogia, migliaia di lavoratori in lotta per un salario che superi 2 euro al giorno, 10 ottobre 2014).

Ricapitolando (Ospitalità creativa ed economia associativa – la filosofia del miniexpo WazArs):

– il capitale deve circolare, altrimenti aumenterà il debito (e le bolle che esplodono);

– siamo produttori e consumatori, quindi la corsa al ribasso di salari/compensi è suicida;

– la maniera migliore di investire per il proprio futuro è investire nel talento di qualcuno (il macellaio del tuo quartiere è bravo? Premialo puntando su di lui e non decidere tu come deve fare il suo lavoro solo perché pretendi un certo tipo di ricavi), non certo i fondi pensione che contribuiscono a soggiogare altri popoli e nazioni;

– finché ragioneremo come le formiche e le cicale e non come esseri umani che capiscono che sono interdipendenti e che il bene/male altrui è anche il nostro (ormai anche nel breve termine) continueremo a sottostare ai diktat di personalità sociopatiche;

– cominciamo a cambiare le cose dal basso, orizzontalmente, viralmente, e le cose cambieranno in breve anche in alto (la piramide sta su solo finché la base regge).

Martha Walter - Spring Day

Martha Walter – Spring Day

NON POSSIAMO AVERE LA BOTTE PIENA E LA MOGLIE UBRIACA

Volete che ci siano acquirenti per le vostre creazioni? Allora comprate dal panettiere, dal droghiere, dal salumiere, dall’ortofrutta, non al centor commerciale (No wonder superstores are dying – we’re sick and tired of their culture, Guardian, 26 ottobre 2014).

10649563_568918413214416_5333070848146864531_nDobbiamo compiere una scelta importante. Abbiamo la grande opportunità di affidare tutti i compiti più spiacevoli alle macchine e dedicarci ad occupazioni più stimolanti ed appaganti. Per far questo però serve una rivoluzione socio-culturale che risolva il problema della crescente disoccupazione strutturale dovuta all’automazione e ci porti a riconcepire le relazioni umane, il denaro, la proprietà, i nostri rapporti con le macchine e la vocazione ultima della nostra specie e della nostra civiltà (cf. Udo Herrmannstorfer, L’Economia delle Merci Fittizie. Lavoro, Terra, Capitale e la Globalizzazione dell’Economia, 1997 – Associative Economics).

Le macchine non comprano prodotti artigianali: non sanno cosa farsene e le reputano anti-economiche. Ci saranno sempre più disoccupati

Se preferite mangiare da McDonald’s, poi non lamentatevi del vostro McStipendio e McPensione.

Le azioni hanno delle conseguenze: la vostra corsa al ribasso (-20%, -30%) vi spingerà in basso. Scegliendo di spingere in basso un altro lavoratore state rendendo disponibile il gradino in cui vi spingeranno. Il vostro reddito si abbasserà ma l’inflazione continuerà a salire, come i vostri debiti (Scandinavia: crisi debito privato pronta a esplodere, Wall Street Italia, 15 gennaio 2014; Something rotten, Economist, 19 April 2014)

State anche rimpicciolendo lo spazio dedicabile alle cose, ai servizi, ai rapporti umani infusi di amore, cura, diligenza, dedizione, rispetto, onorabilità, reciprocità, solidarietà, dignità, confidenza, giustizia, amicizia.

10404190_500417486727554_2256359094241211470_nSe vogliamo vivere in una società bella, prospera e creativa e lavorare in un’economia sana, dobbiamo cercare di dare il più possibile, non prendere il più possibile e dobbiamo cercare di mettere fuori gioco chi è privo di coscienza ed empatia e quindi approfitterebbe del nostro altruismo: mettiamo la persona davanti al prezzo. Ciascuno di noi, nel nostro piccolo, può essere un mecenate e un patrocinatore di una professionalità e di una maestria: “Questo denaro è il segno tangibile della mia approvazione. Continua a fare quello che stai facendo perché lo stai facendo bene e questo posto è migliore, grazie a te”. Assieme, questi micro-patrocini possono fare la differenza su vasta scala.

Lo stesso discorso vale anche quando si tratta di sanzionare le iniquità e l’immolazione della qualità sull’altare del profitto. Boicottiamo nazioni, imprese e persone che si comportano sociopaticamente. Premiamo chi crea cose, servizi, rapporti che durano, non usa-e-getta, chi rispetta le persone, gli animali, la natura in generale. La qualità non si svaluta e circondandoci di qualità non ci svalutiamo noi. Democrazia e diritti non sono un possesso permanente, sono un plebiscito quotidiano. Il principio della dignità sussiste solo fino a quando trattiamo gli altri come vorremmo essere trattati: con “amore, cura, diligenza, dedizione, rispetto, onorabilità, reciprocità, solidarietà, dignità, confidenza, giustizia, amicizia”, appunto.

Per questo un mondo bello è anche un mondo buono, un mondo vero e un mondo giusto.

A noi il compito di essere dei bravi giardinieri:

Un altro piacere condiviso dai giardinieri è la gentilezza che esiste fra di loro. Ritengo che siano le persone più amichevoli e generose.

McEacharn (1884/1964)

Giardini botanici di Villa Taranto, lago Maggiore, by viaggiare.dimoredepoca.it

Giardini botanici di Villa Taranto, lago Maggiore, by
viaggiare.dimoredepoca.it

CONCRETAMENTE?

L’automatizzazione, se resterà al nostro servizio, e la transizione verso una società post-materialista, renderanno antiquato l’archetipo del lavoro come è stato concepito finora (reddito di base; Civilised people feed one another; per aggiornamenti su FB: reddito di base incondizionato). Servirà qualcosa di più egualitario e creativo che possa sostituirlo, enfatizzando lo spirito di iniziativa, lo spirito espressivo, lo spirito solidale. Una forma di imprenditorialità cooperativa che solleciti l’autoproduzione e l’indipendenza responsabile.

Nascerebbe dall’incontro tra chi vuole realizzare un cambiamento e chi vuole vederlo realizzato e ha i mezzi per finanziare quest’intrapresa. Non servirebbe alcuna intermediazione bancaria (N.B. non voglio l’abolizione delle banche!) ma un finanziamento partecipativo (Il quinto futuro e le nuove cattedrali della finanza partecipativa (crowdfunding civico), FuturAbles, 16 maggio 2014).

Il tornaconto per l’investitore si concretizzerebbe in quote di partecipazione o anche nel semplice accesso ai risultati del progetto (es. Improve tea passion at Noh).

Il mecenatismo avrebbe come obiettivo quello di fare in modo che il mondo sia più ricco e migliore per la presenza di qualcosa che prima mancava.

Arte con un’anima su Pinterest

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