Intervista a Manuela Fabris di MANUFABRIKA (Vicenza-Trento) per il Merry Crafts’mas @Details – Mini Expo di Natale

10613793_10152718370925859_639896465_nI workshop del 6-7 dicembre – “Merry Crafts’mas @Details – Mini Expo di Natale”

Vincitori della selezione per il “Merry Crafts’mas @Details – Mini Expo di Natale”

LABORATORIO Sabato 6 Dicembre

ore 19:30 – 21:00 Party pochette in camera d’aria

PRENOTAZIONE: manufabris@gmail.com

Precedente intervista a Manuela Fabris (e Martina Coller): “Vendiamo fantasia, non brioches surgelate” – intervista a Manuela Fabris e Martina Coller, WazArs, 2 luglio 2014).

10639636_10202908183535136_5767294097911789304_nWazArs: Dov’è nata e cresciuta e dove vive adesso?

Manuela Fabris (MANUFABRIKA): Sono nata e cresciuta a Vicenza. A Trento sono approdata per motivi di studio circa 20 anni fa e da subito ho capito che mi sarebbe piaciuto viverci. Ormai mi considero adottata!

Qual è stata l’influenza di questi “suoi” luoghi sulle sue creazioni? Quand’è nata l’idea di dedicarsi alla manualità creativa? Come sono stati gli inizi? Quali le motivazioni? 

La manualità creativa è sempre esistita nella mia vita e la mia famiglia ha influito moltissimo. I miei genitori e fratelli si sono sempre dedicati, nel loro tempo libero ed ognuno in modo e in forme diverse, ad attività manuali o creative e mi hanno sempre stimolato ed incentivato in questo senso. Costruire, dipingere, disegnare, colorare, riparare, recuperare, riciclare…..un caos divertente regnava ovunque.  Il vero inizio comunque è stato a 13 anni quando ho iniziato a “mettere le mani” sulla macchina da cucire di mia madre e sugli attrezzi di mio padre (pinze, martello, fili di ferro, rame ecc.). Poi obbligavo le mie vittime ad indossare tutto quello che fabbricavo!

10487345_300218263495148_182816175631312096_nCos’è cambiato rispetto all’esordio? Ci sono state delle lezioni apprese, degli errori da non commettere più?

Da allora non ho mai smesso. Ovviamente c’è stata un’evoluzione, nel tempo ho provato, sperimentato, studiato e scelto ciò che più mi piaceva fare….ho compreso una cosa, seguire l’intuito è la cosa più importante. Talvolta si sbaglia ma dagli errori nascono idee.

Come ha imparato a fare quel che fa?

Ogni qualvolta ho avuto la possibilità ho frequentato dei corsi da autodidatta, dal disegno, pittura, carta, legno, sartoria, fino all’oreficeria e nel tempo mi sono ritrovata a frequentare persone e a coltivare amicizie che avessero con me delle affinità in questo senso…. confronti, scambi di idee ed esperienze sono ossigeno puro per un creativo.

C’è una filosofia retrostante? È soprattutto la passione a guidarla?

Non so se si può definire una filosofia ma sono certa che ciò che viene prodotto manualmente e con spirito creativo ha un valore aggiunto, la passione con cui è stato fatto. Naturalmente all’origine di tutto c’è un’idea, che forse è la cosa più emozionante: “il cervello che frulla”. 

10417634_10202871905348204_3141466119445111273_nDi cosa non potrebbe fare a meno nella sua attività?

Non potrei mai rinunciare al confronto e allo scambio di idee con altri. Sono un pò un “orso”, ma fino ad un certo punto…come ho già detto confronto, scambio, relazioni e studio sono fonte di ossigeno puro.

Qual è il suo stile? Ci sono dei modelli ai quali si ispira?

Negli anni mi sono particolarmente appassionata al riciclo…mi sono resa conto di guardare spesso le “cose per le quali sarebbe giunto il momento del trapasso” con l’occhio di chi le vede trasformate in qualcos’altro. Forse è un atteggiamento che mi porto dietro da sempre (da bambina raccattavo di tutto “….perchè potrebbe servirmi” ) e in effetti ho spesso utilizzato materiali ed oggetti scartati o gettati via. Del resto il riciclo può tradursi in una pratica divertente, una scienza inesatta applicabile a tutto…. o quasi, e non dimentichiamo l’utilità per l’ambiente.

10417634_10202871905388205_6144216595861989303_nCi sono delle cose che fa per rendere il suo ambiente di lavoro più piacevole, accogliente, stimolante?

Musica e risate. Della buona musica e del buonumore sono fondamentali per spremere il cervello e produrre!  Ci vorrebbe anche una buona luce, potendo…quella del sole è super, ma visto che produco la sera mi devo accontentare di una bella lampadona

Da dove trae ispirazione, in genere?

Per quanto mi riguarda l’ispirazione può nascere da qualsiasi situazione, cosa, oggetto, persona, luogo. Scaturisce da uno strano mix di stati d’animo che innesca un viaggio della mente. Sicuramente la mia faccia assume un’aria strampalata e distratta! E così mi immagino quello che mi piacerebbe produrre. Non è detto che poi ci riesca….in fondo l’ispirazione è un sogno che non sempre si realizza. 

Ma bisogna assolutamente “provarci”!

10628111_10152868248375859_3110249932336738316_nQuand’è che si sente più ispirata, più creativa, in genere?

Quando il tempo sta per scadere!!!

È riuscita a trovare un metodo di lavoro, un modo per organizzare al meglio tempi e spazi?

Con gli spazi ho trovato un’ottima soluzione, con il tempo sono sempre in alto mare, non basta mai. Per quanto riguarda il metodo…un disastro, tendo a fare troppe cose assieme perchè mi piace lavorare con diversi/troppi materiali mentre dovrei concentrarmi su uno solo. 

10557252_300218340161807_8242194770334627410_nCome reagisce ai blocchi creativi, le pause involontarie nell’ispirazione?

Quali blocchi?!!

Viviamo in un mondo di produzione e consumo massificati e istantanei. C’è ancora un futuro per la manualità creativa?

Proprio per questo motivo un futuro per la manualità c’è e bisogna crederci! 

Mini Expo della Creatività su Pinterest

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