Robedalez (Alessandra Zoppelli) intervistata per Merry Crafts’mas @Details – Mini Expo di Natale

I workshop del 6-7 dicembre – “Merry Crafts’mas @Details – Mini Expo di Natale”

Vincitori della selezione per il “Merry Crafts’mas @Details – Mini Expo di Natale”

LABORATORIO Domenica 7 Dicembre

ore 14:00 – 16:00 Pupazzo imbottito

PRENOTAZIONE: a.zoppelli@alice.it

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WazArs: Dov’è nata e cresciuta e dove risiede adesso?

Alessandra Zoppelli: Ho girato per il Veneto da bambina. Ora, dai tempi dell’università, vivo a Padova.

Qual è stata l’influenza di questi “suoi” luoghi sulle sue creazioni?

Forse più che i luoghi mi hanno influenzato i tempi, liberi più di ora da televisione e videogiochi…

10372799_10152875949555859_3327846189206005679_nQuand’è nata l’idea di dedicarsi alla manualità creativa? Come sono stati gli inizi? Quali le motivazioni?

Ho iniziato da bambina, costruendo giochi e vestitini per le bambole, le nonne sono state le mie insegnanti. Mi piaceva creare cose proprio come le volevo io, prendendo spunto da quello che vedevo intorno a me. Il mio soprannome era “faturéte”, una vecchia parola veneziana che indica chi costruisce ogni genere di cosa. Poi crescendo l’urgenza creativa e il desiderio di fare cose a modo mio è continuata, insieme alla “necessità” di tenere sempre le mani impegnate in qualcosa.

Cos’è cambiato rispetto all’esordio? Ci sono state delle lezioni apprese, degli errori da non commettere più?

Ho sperimentato diverse tecniche ed ambiti, provando e poi magari lasciando da parte, ma penso che ogni esperimento, anche se non riuscito, serva. Serve a non ripetere gli errori, ma anche a provare ad utilizzare tecniche o materiali in modo diverso, inconsueto.

10413401_10152875949325859_247529431159059801_nCome ha imparato a fare quel che fa?

Da autodidatta principalmente: provando, sbagliando, riprovando. E in tempi recenti grazie al web e alla condivisione. L’aver studiato ingegneria poi mi ha dato un “metodo” di progettazione dei miei manufatti: parto da un’idea, la disegno, studio il modo più semplice ed efficace per assemblarla e realizzarla, faccio un prototipo e se tutto funziona entra a far parte della mia produzione.

C’è una filosofia retrostante? È soprattutto la passione a guidarla?

Naturalmente, penso che gli oggetti fatti a mano abbiano un calore ed un significato particolare: significa entrare a far parte della vita di chi utilizza i nostri oggetti. Oggetti che sono unici e fatti con passione.

10420391_10152875947970859_989123832478091246_nDi cosa non potrebbe fare a meno nella sua attività?

Il caffè a metà mattina!

Qual è il suo stile? Ci sono dei modelli a cui si ispira?

Il mio stile è piuttosto minimalista, mi piacciono le forme semplici, i colori pieni abbinati a particolari con fantasie minute. Direi un mix tra lo stile nordico e il gusto giapponese.

Ci sono delle cose che fa per rendere il suo ambiente di lavoro più piacevole, accogliente, stimolante?

Mi piace che il mio piano di lavoro sia ben illuminato; il disordine che lo caratterizza spesso è anche fonte di ispirazione: tessuti e materiali casualmente vicini mi suggeriscono nuovi accostamenti e nuove idee a cui prima non avrei pensato.

10805699_10152875949870859_4376679417823889354_nDa dove trae ispirazione, in genere?

Tutto quanto mi circonda può essere fonte di ispirazione: i colori della natura in città, le persone per la strada, le textures e i colori dei tessuti (la mia grande passione!!): direi quindi principalmente stimoli visivi.

10336711_10152875948495859_3814245315982254996_nQuand’è che si sente più ispirata, più creativa, in genere?

Le ispirazioni mi colgono spesso mentre cammino per strada, ecco perché ho sempre con me un piccolo quaderno e una penna, per appuntarmi subito le idee, anche se poi magari passano mesi prima che le provi e le metta in pratica… un altro momento di grande ispirazione è l’attimo prima di addormentarmi, in questo caso cerco di imprimerle bene in mente, in modo da ricordarle il mattino dopo.

È riuscita a trovare un metodo di lavoro, un modo per organizzare al meglio tempi e spazi?

L’organizzazione dei tempi è dettata dalle esigenze della famiglia, quindi le ore in cui sono più produttiva sono quelle del mattino e la sera, quando tutti finalmente sono a letto. Gli spazi sono un po’ di contrabbando.

10448192_10152875948165859_2015245694545175163_nCome reagisce ai blocchi creativi, le pause involontarie nell’ispirazione?

In realtà ho molte più idee che tempo per realizzarle, ma credo che le pause servano per riprendere poi con maggior slancio.

Viviamo in un mondo di produzione e consumo massificati e istantanei. C’è ancora un futuro per la manualità?

Direi che proprio per reazione alle produzioni in serie e al consumo di prodotti usa e getta, ci si sta riavvicinando agli oggetti fatti a mano, in piccole quantità, fatti con amore ed attenzione. L’oggetto che stringiamo tra le mani non è più quindi un prodotto ma un pezzo della storia, dell’esperienza, della cura del suo autore, che entra a far parte della nostra vita.

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Mini Expo della Creatività su Pinterest

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