La Repubblica dei Creativi

11099_10204408482363507_4827180573290835729_n

È la testa che bisogna cambiare. E non lo vogliono capire!

Sax (Renato Pozzetto).

Costruiscilo, e loro verranno (“Build it and they will come”)

L’uomo dei sogni

Non è più la società a dominare, sono le tribù. Non più i vasti insiemi, ma l’emergere di piccoli gruppi uniti da affinità condivise: musicali, sessuali, religiosi, sportivi, ecc. La postmodernità è tribù e Internet, una sintesi di arcaismo e sviluppo tecnologico…si deve prendere atto del fatto che c’è un mosaico, che la repubblica [francese] non è più una e indivisibile – ogni pezzo mantiene la sua configurazione, il colore, la struttura, eppure la cosa sta assieme ed è questa la lezione che stiamo apprendendo.

Michel Maffesoli, Michel Maffesoli, le troll de la sociologie française, Slate, 9 maggio 2014

 

Tre cose cambiano le teste delle persone: le catastrofi, l’arte (quella vera) e il fare comunità (tribù).

WazArs, assieme ai suoi partner, preferirebbe concentrarsi sulle ultime due, scongiurando la prima, se possibile.

Si può costruire una tribù/comunità intorno a un idolo o a un feticcio che assume il controllo della tua identità e personalità (Fait&Fattor, Contro i miti etnici. Alla ricerca di un Alto Adige diverso, 2010), oppure si può inventarne una langerianamente più lenta, profonda e dolce (ma risoluta).

Erika Giovanna Klien, Tauchender Vogel, 1939

Erika Giovanna Klien, Tauchender Vogel, 1939

Per esempio una Repubblica dei Creativi, una contaminazione di arte, architettura, artigianato e design, in una logica di educazione permanente, sul modello immaginato da Franz Čižek e dalla sua allieva più talentuosa, la trentina Erika Giovanna Klien, alla quale è stato dedicato lo spazio in cui sarà ospitata la mostra.

Mi piace pensare all’arte non come una professione distinta ma come ciò che colora ogni ambito della vita. La cosa interessante è che quest’idea ci è arrivata dall’Inghilterra. Sono stati i vostri William Morris e Ruskin e tutti gli altri che hanno cercato di fare in modo che l’arte penetrasse in ogni recesso delle nostre vite.

Franz Čižek

Ho in mente una tribù plurale e glocale, che oppone la creatività all’entropia e che tramite internet mantiene rapporti di collaborazione con i creativi del Giappone, Sudafrica, Indonesia, Argentina, Messico, mondo arabo, paesi nordici, ecc.

Una cittadinanza euro-mediterranea (tanto per cominciare) di artisti e artigiani.

Non è che mancherebbero i soldi per farlo, se la gente li investisse in imprese promettenti (ricavandone dei dividendi, ma senza pretendere di governarla) invece di tenerli “fermi” sui propri conti correnti (Gli italiani non spendono: in banca restano 32 miliardi in più, Repubblica, 28 settembre 2014; Il tesoro nascosto nei paradisi fiscali vale quanto il Pil di Usa e Giappone, Corriere della Sera, 23 luglio 2012; La ricchezza di 85 “paperoni” è pari a quella della metà più povera del pianeta, Fatto Quotidiano, 20 gennaio 2014; Nonostante la grande crisi, in Italia aumentano i «Paperoni», il Sole 24 Ore, 15 ottobre 2014).

"Canti da Mat Chants for a nut" - I have spread my dreams under your feet; Tread softly because you tread on my dreams. W.B. Yeats (1865–1939)

“Canti da Mat Chants for a nut” – I have spread my dreams under your feet; Tread softly because you tread on my dreams. W.B. Yeats (1865–1939)

La Repubblica dei Creativi consentirebbe, per esempio, a pionieri come Diaolin, Claudio Gottardi (MagoG), Guido Comin (PoetaMatusel), Oscar Clò, Lilit Poghosyan, Roberto Maestri, Roberta Pedrotti, ecc. di ricevere la visibilità e il sostegno che meritano (comunicazione-pubblicità-networking, community management, ricerca di sponsor e investitori, internazionalizzazione e social forecasting per strategie a medio-lungo termine).

Permetterebbe a realtà come WazArs, Social Stone, Bookique, Details, ecc. di espandersi, di fare rete nei modi più impensati, a vantaggio di tutti.

Questa è la tribù adatta a un villaggio globale: una comunità che si aiuta e protegge nei momenti di contrazione e fa massa critica quando è tempo di estendersi. Una famiglia molto estesa di creativi imprenditori e imprenditori creativi (I creativi-imprenditori nel nuovo ordine mondiale, WazArs, 5 novembre 2014). Una cosa tipo LOST, ma senza la catastrofe (e l’isolamento) di mezzo, oppure come il magistrale Kung Fusion: tante personalità diverse, tante biografie diverse che, cooperando, si aiutano l’un l’altro a maturare, riconoscere i propri difetti e valorizzare i rispettivi talenti.

kungfuhustle_stills09

Advertisements

Leave a Reply - Cosa ne pensa?

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s