L’Apocalisse e l’arte delle cattedrali gotiche (I)

Particolari cattedrale di Bourges, di sarasx (CC BY-NC-SA 2.0)

Particolari cattedrale di Bourges, di sarasx (CC BY-NC-SA 2.0)

Ed infine nella nostra età del ferro, la vacca ciclica, o l’umana Virtù, giunge al supremo grado di debolezza e di senilità: si sostiene a fatica, in equilibrio su di un solo piede. È la quarta ed ultima età, il Calyougam, età di miseria, di disgrazia e di rovina. L’unico sigillo dell’età del Ferro è quello della morte. Il suo geroglifico è lo scheletro che porta gli attributi di Saturno: la clessidra vuota, simbolo del tempo che è finito, e la falce, riprodotta dalla figura del sette, che è il numero della trasformazione, della distruzione, dell’annientamento.

Fulcanelli, “Il mistero delle cattedrali e l’interpretazione esoterica dei simboli ermetici della Grande Opera”

Se il nostro uomo ridiscendesse e si rimettesse a sedere sul medesimo sedile, non avrebbe gli occhi pieni di tenebra, venendo all’improvviso dal sole? – Sí, certo, rispose. – E se dovesse discernere nuovamente quelle ombre e contendere con coloro che sono rimasti sempre prigionieri, nel periodo in cui ha la vista offuscata, prima [517 a] che gli occhi tornino allo stato normale? e se questo periodo in cui rifà l’abitudine fosse piuttosto lungo? Non sarebbe egli allora oggetto di riso? e non si direbbe di lui che dalla sua ascesa torna con gli occhi rovinati e che non vale neppure la pena di tentare di andar su? E chi prendesse a sciogliere e a condurre su quei prigionieri, forse che non l’ucciderebbero, se potessero averlo tra le mani e ammazzarlo? – Certamente, rispose.

Socrate usa quest’allegoria per spiegare a Glaucone cos’è un’Apocalisse – da Platone, Repubblica, 514 a-517 a

Fulcanelli 1L’apocalisse (“Rivelazione”/”Disvelamento”) è prima di tutto un’opportunità.

Può essere catastrofica solo per chi non vede al di là del proprio naso.

Per Fulcanelli (1972) la cattedrale è un capolavoro d’art goth, ossia “d’argot”. Perché argot? Argot è “il linguaggio particolare di tutti quegli individui che sono interessati a scambiarsi le proprie opinioni senza essere capiti dagli altri che stanno intorno”.

Possiamo decodificare questo linguaggio ermetico? Forse almeno in parte.

L’esoterismo delle cattedrali medievali è stato già indagato da insigni studiosi come Otto von Simson e Paul Frankl, due storici dell’arte tedeschi naturalizzati americani, e da Emile Mâle, storico dell’arte francese e membro dell’Académie Française, tutti e tre affascinati dall’influenza dell’ermetismo neo-pitagorico e neo-platonico sulle armonie architettoniche di quei magnifici edifici, inestricabilmente legata all’idea di un ordine morale ideale.

Chartres

Chartres

Per arrivare a comprendere il codice gotico è necessario calarsi nei panni di persone che avevano una concezione spirituale della vita e vedevano la cattedrale come l’immagine della città divina, la Gerusalemme celeste. La struttura delle cattedrali rispecchia le leggi divine esemplificate dalle forme platoniche e dalle armonie orfico-pitagoriche: idee perfette, eterne, incorruttibili esistenti in un universo soprasensibile e quindi non percepibile dall’essere umano in condizioni normali, prima della morte. Nel mondo terreno, la matematica, la musica, la luce (i colori) e l’architettura sono emanazioni di questa dimensione iperuranica.

La Scuola di Chartres era particolarmente imbevuta di nozioni pitagoriche e neoplatoniche, specialmente attraverso la sintesi di Boezio (Masi 1981; 1983).

Enorme fu l’influenza del Timeo di Platone – il protagonista dell’omonimo dialogo è un pitagorico –, ma anche di Marziano Capella, Macrobio, Porfirio, Simplicio, Cassiodoro, Dionigi l’Aeropagita, Isidoro di Siviglia, Clemente Alessandrino, Vitruvio, Giamblico e, naturalmente, Plotino e Pitagora.

Duomo di Milano

Duomo di Milano

L’essenza del messaggio che ne trassero fu che l’umanità si faceva distrarre eccessivamente dalle tentazioni materiali, allontanandosi sempre più da Dio. Per rettificare questa cattiva inclinazione era indispensabile coltivare la frugalità ed impiegare le chiese come anticipazione del Regno di Dio e come tramite fra umano e divino. La cattedrale gotica era “musica divina congelata”, così concepita in ossequio al misticismo numerico e geometrico dei suoi architetti che, per la verità, non era universalmente condiviso: il Duomo di Milano, ad esempio, fu costruito senza dedicare una particolare attenzione ai calcoli esoterici, alle “misure del cosmo”.

Invece gli “inventori” del gotico furono tre amici: il vescovo Enrico di Sens, l’abate Sugerio di Saint-Denis e il vescovo Goffredo di Lèves, a Chartres. Erano accomunati dalla medesima ispirazione spirituale e culturale.

Per loro, come per molti loro epigoni, la cattedrale gotica rimandava alla Città Celeste dell’Apocalisse, al Tempio di Salomone, alla Scala di Giacobbe che congiunge la terra e il mondo ultraterreno, all’Arca di Noè che ha salvato e salverà l’umanità alla fine dei tempi, al cosmo nel suo complesso.

Non ci fu forse mai una vera e propria cesura con il passato. Chartres sorse su un edificio pagano preesistente che era stato adattato per ospitare la prima basilica cristiana. È Giulio Cesare a dirci che la città era la capitale del culto druidico gallico e meta di solenni pellegrinaggi. Gli assunti ontologici fondamentali non pare siano cambiati poi troppo, nei secoli.

Lo spazio sacro cristiano permetteva una penetrazione delle realtà metafisiche nel mondo profano, proprio come avevano fatto gli spazi sacri dell’antichità. Durante il periodo dell’intenso interesse di Newton per il significato dei templi antichi, i suoi contemporanei discutevano se si poteva dare un’interpretazione simile anche degli antichi monumenti britannici

Dobbs, 2002, p. 125

La luce rivestiva un ruolo fondamentale in questa sacralizzazione dello spazio e del tempo, giacché

Tutte le creature sono “luci” che con la loro esistenza testimoniano la luce divina e in tal modo mettono in grado l’intelletto umano di percepirla.

von Simson 2008, p. 63

La storica dell’arte americana Christiane Joost-Gaugier ha descritto il suo impiego nelle cattedrali (ma lo stesso discorso può essere applicato anche ai templi megalitici celtici):

La luce del sole illumina lo spazio sottostante, simile a una caverna; in tal modo la luce abbagliante del mondo superiore facilita l’ascesa dell’anima, che può ricevere la verità e la conoscenza.

Joost-Gaugier 2008, p. 283

Un’immagine che ci rinvia al mito della caverna platonica.

799px-Bourges_-_002_-_Low_ResLa stessa funzione spettava alla geometria, anch’essa incaricata di condurre l’anima alla verità, attraverso la presa di coscienza del principio delle concordanze e delle contrarietà che si equilibrano vicendevolmente nell’ordine armonioso del cosmo.

Joost-Gaugier chiarisce che, per gli architetti di quelle opere, i numeri non erano freddi, erano una forma dinamica di energia che esercitava un decisivo impatto sulla vita e la morte dei singoli e della comunità. Sugerio era entusiasta della catarsi prodotta in lui dalla “sua” chiesa. Il credente era trasportato da un piano inferiore ad un piano superiore, un “Regno Celeste” che lui chiamava anche “la Fonte della Sapienza”.

Lo storico francese Georges Duby spiega che al cuore di Saint-Denis c’è un’idea potente, eterna, di derivazione spiccatamente plotiniana:

Dio è luce. Ciascuna creatura partecipa a questa luce iniziale, non-creata e creatrice. Ciascuna creatura riceve e trasmette l’illuminazione divina in accordo con la sua capacità, cioè a dire, secondo l’ordine in cui è collocata nella scala degli esseri…scaturito da un irraggiamento, l’universo è uno zampillio luminoso che discende a cascata…Un legame d’amore bagna tutto il mondo, visibile ed invisibile.

In de La Roncière & Attard-Maraninchi 2001, p. 55

Il carattere iniziatico delle cattedrali è indiscutibile (Scott 2003; Stephenson 2009), ma l’opera che, a mio parere, ha saputo meglio interpretare questo spirito dell’epoca è quella di von Simson – “La cattedrale gotica: il concetto medievale di ordine” –, ammiratissima da Jacques Maritain. Un lavoro che mostra come la cattedrale gotica fosse intesa a rappresentare la realtà sovrannaturale:

Il medioevo viveva alla presenza del soprannaturale, che imprimeva il suo suggello su ogni aspetto della vita umana. Il santuario era la soglia d’accesso al cielo. Nell’ammirare la sua perfezione architettonica l’emozione religiosa oscurava l’esperienza estetica dell’osservatore. Non accadeva diversamente ai costruttori della cattedrale.

Simson 2008, p. 5

Saint-Denis

Saint-Denis

In un’epoca di visioni, l’abate Suger asseriva di aver progettato Saint-Denis in base a una visione celeste, dove le armonie percepibili dai sensi rinviano a quelle che gli eletti potranno vivere da beati nel regno dei cieli, dove sussiste un parallelismo tra creazione e redenzione e tra il cosmo e il Cristo, come Verbo incarnato e archetipo dell’Uomo come centro dell’universo (Simson, ibidem).

La tesi è che le cattedrali siano effettivamente degli edifici concepiti per fungere da costellazioni di archetipi, ausili che permettono di innescare un qualche tipo di processo mentale nell’iniziato, mentre lascerebbero indifferente il visitatore occasionale.

Un’ipotesi più remota, ma ancora più suggestiva, è che questa tradizione risalga alla precedente epoca glaciale (Artigianato “atlantideo”, WazArs, 7 settembre 2014).

 

FONTI

Betty, J, T. Dobbs, Isaac Newton scienziato e alchimista. Il doppio volto del genio. Roma: Edizioni Mediterranee, 2002.

C.M. La Roncière, M.F. Attard-Maraninchi (a cura di), Georges Duby: l’art et l’image. Une anthologie, Marseille: Parenthèses, 2001.

Fulcanelli, Il mistero delle cattedrali e l’interpretazione esoterica dei simboli ermetici della Grande Opera, Roma: Edizioni mediterranee, 1972.

Christiane L. JoostGaugier, Pitagora e il suo influsso sul pensiero e sull’arte, Roma: Arkeios, 2008.

Michael Masi (a cura di), Boethius and the liberal arts: a collection of essays, Bern, Peter Lang Publishing, 1981.

Michael Masi, Boethian Number Theory: A Translation of the De Institutione Arithmetica, Amsterdam, Rodopi, 1983.

Robert A. Scott, The Gothic Enterprise: A Guide to Understanding, Berkeley, Los Angeles, and London: University of California Press, 2003.

David Stephenson, Heavenly Vaults, 2009.

Otto G. von Simson, La cattedrale gotica: il concetto medievale di ordine. Bologna: Il Mulino, 2008.

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